Breve panoramica sulle caratteristiche del kite e il loro utilizzo

Voglio introdurre solamente un concetto geometrico applicato all’aerodinamica che ci permette di comprendere meglio le prestazioni di un kite: Aspect Ratio (AR).

Aspect Ratio è la proporzione fra l’area di superficie del kite (A) e la sua apertura alare (SPAM): i kite con Aspect Ratio elevato possono volare più velocemente e in direzione più vicina al vento.

I kite con Aspect Ratio minore sono più semplici da far volare, si rilanciano velocemente e sono più stabili in casa di vento raffinato.

Ora tranquilli, non è che dobbiate prendere tutte le volte metro e calcolatrice e stendere il vostro kite nella palestra del basket per calcolare l’AR ! A questo ci pensano i costruttori con i sailsmaker, i quali progettano lo shape adatto per il vostro kite!

Il concetto di AR però vi fa capire immediatamente già da un controllo visivo della forma del kite, qual è quello adatto alla vostra specifica.

  • Kite allungato e stretto: AR elevata
  • Kite corto e quadrato: AR bassa

AR elevata: semplicemente siete orientati al race, regate e performance al decimo di nodo? La prima soluzione.

AR bassa: oppure preferite il freeride (termine che ormai si utilizza per tutto cioè che sia accessibile senza impegno specifico!), al divertimento, all’errore che può essere perdonato facilmente, e la facilita di conduzione? La seconda soluzione è la vostra.

Detto questo non vi annoierò più con calcoli aerodinamici, ma andrò in pratica sulle caratteristiche di un kite che poi sono quelle che ci fanno scegliere uno o l’altro modello a seconda dell’utilizzo e delle nostre capacità.

Premesso che parliamo in questo caso di kite LEI che significa Leading Edge Inflatable, cioè kite galleggianti (i cassonati sono un vasto mondo a parte ma non poi cosi a parte!), in particolare con sistemi SLE: Support Leading Edge.

SLE, non impauritevi per altre formule matematiche, ma è solo il modo di chiamare il sistema di brigliaggio sotto le Leading Edge, che è quello che permette di ridurre potenza al vostro kite tutte le volte che lasciate la barra invece di ritrovarvi e volare sull’acqua come gabbiani.

La forma del kite SLE invece determina finalmente le caratteristiche di utilizzo.

C kite, il cui nome descrive subito la sua forma, ha una grande potenza di lifting (in elevazione), stabilità in aria durante i salti, e ottimo controlli nei kite loop (che sono quei movimenti rotatori sull’asse del kite, terrore dei principianti, ma indotti e controllati dai più esperti kite come manovra al topo). Di contro sono kite che si depotenziano difficilmente, difficili da far ripartire dall’acqua e adatti per stili freestyle o wakestyle, per tutta quella gamma di transizioni per intendersi che si fa unhook cioè sganciati dal trapezio.

Per questi kite molti marchi usano una quinta linea, per dare stabilita all forma, miglior rilancio dall’acqua e migliorare le caratteristiche di sicurezza.

Bow kite, da un vecchio brevetto di un costruttore, questi kite sono con una forma più allungata e aerodinamica, permetto di depotenziare quasi completamente il kite e un miglior controllo in volo e sono semplici da rilanciare dall’acqua.

Bow kite, ma possiamo chiamarli kite SLE visto il brevetto non esiste più, a loro volta sono divisi in Delta o Hybrid per la loro forma più a meno squadrata, che li caratterizza per il loro utilizzo nei primi per il freeride e adatti a scuole i secondi per utilizzo nel wave, nel freestyle con salti o da vento leggero con costruzioni monostrut.

Scegliere un kite adesso può esservi più chiaro secondo le vostre esigenze, l’utilizzo e le vostre capacità.

Buon divertimento in acqua!